Dalla rilevazione alla deterrenza attiva con Michele Molteni

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Il sistema di sicurezza Inim si estende e alza il livello.
Rilevare è solo il primo passo. Cosa accade quando il sistema è in grado di verificare un evento e reagire immediatamente? Scopriamolo!

Nel laboratorio creativo di Michele Molteni, creator digitale e YouTuber, sensori, telecamere, centrale antifurto, accessi, automazioni e nebbiogeno oggi lavorano secondo logiche coordinate, all’interno della stessa architettura Inim.

Cap 01 LABORATORIO

Il primo intervento, raccontato nel primo case study dedicato a Molteni, aveva portato Michele a scegliere un upgrade del sistema di sicurezza con la videosorveglianza InVista: telecamere e NVR hanno esteso il controllo del laboratorio, introducendo analisi video, linee virtuali e video eventi, mostrando il passaggio dalla semplice registrazione alla comprensione degli eventi attraverso l’analisi video. Un salto di livello importante che gli ha dato la possibilità di avere tutto monitorato e visibile dall’applicazione gratuita Inim Home.

Nella seconda fase, il livello di sicurezza si alza e si estende ancora di più per supportarlo nella sua routine quotidiana. La sensoristica che c’era un tempo viene aggiornata, la security room diventa finalmente pienamente operativa e il sistema estende il controllo agli accessi, alle automazioni e alla climatizzazione. Il punto, però, non è aggiungere funzioni, ma la capacità del sistema di attivare azioni in modo coordinato e usabili da remoto.

Cap 02 SECURITY ROOM

La security room come centro di controllo

La nuova security room è uno dei punti dal quale Michele controlla l’intero stabile. Per avere una sua personale visione di insieme ha selezionato un videowall che riunisce tutte le immagini delle aree esterne e interne che provengono dalle telecamere della serie InVista consentendo di seguire l’evoluzione di un evento in tempo reale. Da questa stanza Michele può verificare una segnalazione, vedere e ricostruire gli spostamenti all’interno degli spazi e controllare tutto. Ovviamente le telecamere sono visibili anche dalla sua App Inim Home che, grazie all’aggiornamento della funzionalità multiview oggi è estendibile fino a 12 telecamere visibili. Accanto al videowall compare anche un pulsante rosso. Non serve ad azionare una singola funzione: è stato programmato per avviare una sequenza coordinata in una situazione di emergenza. Ma ne parleremo più avanti.

Una rilevazione affidabile per ogni area copre 750 metri quadrati

Il laboratorio, ad oggi, si estende per circa 750 metri quadrati e comprende uffici, garage, scale, capannone e security room. Ogni area presenta accessi, passaggi e condizioni ambientali differenti. La copertura deve quindi essere progettata sulle caratteristiche effettive dello spazio.
Cap 03 CAPANNONE

I sensori precedenti sono stati sostituiti con nuovi rilevatori professionali Inim, installati nei punti chiave del laboratorio e con nuove telecamere InVista. Una mossa di retrofit che Michele ha fortemente voluto per avere un impianto di ultima generazione e norma di legge. Tra i rilevatori selezionati dall’installatore di Michele ci sono anche i rilevatori QTech a doppia tecnologia, che combinano infrarosso e microonda per rendere più affidabile la conferma del movimento e ridurre le segnalazioni generate da fattori ambientali.

Perché scegliere due coperture in una realizzazione di impianto?

I sensori rilevano l’evento e lo trasmettono alla centrale Prime 60; le telecamere permettono di verificarlo visivamente, comprenderne la natura e seguirne l’evoluzione. Ma non solo, le telecamere diventano loro stesse dei rilevatori con analisi video. La centrale antifurto Prime mette in relazione queste informazioni e applica le logiche configurate, associando a ogni rilevazione le azioni previste. Antintrusione e videosorveglianza operano così in un unico flusso. Inoltre, da oggi Michele può accedere al suo garage in modo semplice e immediato: la telecamera riconosce la targa del suo veicolo e consente al sistema di gestire automaticamente l’accesso, senza bisogno di telecomandi, badge o altre operazioni. A rendere tutto questo possibile sono le nuove telecamere lettura targhe IP della serie LPR InVista, progettate per il riconoscimento di targhe e veicoli grazie a uno specifico algoritmo integrato direttamente a bordo. Con risoluzione 4MP e ottica varifocale 2,8–12 mm, sono ideali per installazioni esterne in ambito residenziale, commerciale e nei piccoli contesti industriali. La tecnologia NightView, insieme al sensore ad alta sensibilità e a un frame rate fino a 60 fps, garantisce un rilevamento efficace anche in condizioni di scarsa illuminazione e con veicoli in movimento. Una soluzione pensata per rendere più smart la gestione di ingressi e uscite veicolari, il controllo degli accessi e i sistemi di Smart Parking.

Cap 04 GARAGE

Il ruolo dell’installatore professionista nella configurazione del sistema? È fondamentale

Per adattare il sistema alle caratteristiche degli spazi e alle attività svolte, l’installatore definisce il posizionamento dei dispositivi, le aree da proteggere, le condizioni di attivazione e le azioni associate a ogni evento, così da coordinare in modo efficace rilevazione e risposta. Continua a leggere come Luca, Installatore di fiducia di Michele, ha costruito un sistema che contiene una vera deterrenza attiva.

Cap 05 INSTALLATORE

Quando il sistema non si limita a rilevare ma diventa deterrenza attiva

Rilevare un’intrusione significa riconoscere che qualcosa sta accadendo e segnalarlo. La deterrenza attiva compie un passo ulteriore: rende la risposta del sistema immediatamente percepibile, con l’obiettivo di scoraggiare o ostacolare il proseguimento dell’azione.

Nel laboratorio, per esempio, la rilevazione di uno scavalcamento può determinare l’accensione automatica dei fari esterni. La luce migliora la visibilità dell’area, ma comunica anche a chi si trova nel perimetro che la sua presenza è stata rilevata. L’impianto non si limita più a osservare ma interviene sul contesto mentre l’evento è in corso.

Cap 06 INFOG

A prova di intrusione: quando le tecnologie agiscono insieme

Durante il video Michele si spinge a mettere sotto stress il sistema creando una finta simulazione di intrusione. Ad un certo punto, l’installatore supera la recinzione: l’attraversamento della linea virtuale attivato nella logica della telecamera genera una notifica. Dall’app Inim Home, Michele controlla e verifica la presenza attraverso le telecamere e ne segue lo spostamento intorno all’edificio.

L’ingresso negli uffici attiva il livello successivo della protezione. La rivelazione interna genera una segnalazione, a seguito della quale la centrale antifurto Prime attiva l’allarme e comanda l’intervento del nebbiogeno InFOG secondo la programmazione prevista. In pochi secondi, l’ambiente viene saturato e la visibilità si riduce drasticamente. La prova dimostrativa di come un sistema di allarme Inim può spingersi oltre le comuni soluzioni di sicurezza, mostra la differenza tra la reazione di un dispositivo e la risposta di un sistema. L’evento viene individuato, verificato e associato alle azioni configurate dall’installatore.

Perché InFOG? Alza il livello di deterrenza attiva.

Se l’accensione delle luci rende evidente che la presenza è stata rilevata, InFOG introduce un livello ulteriore di protezione e deterrenza attiva. Parliamo di una deterrenza di alto livello perché Il sistema nebbiogeno InFOG di Inim interviene direttamente sull’ambiente, creando rapidamente una barriera che limita la visibilità e ostacola il tentativo di furto. InFOG è stato pensato per essere nativamente integrato con le centrali antifurto Inim. Quando si verifica una condizione di allarme, il sistema può comandarne l’attivazione secondo le logiche definite in fase di programmazione. In pochi secondi la nebbia riduce drasticamente la visibilità dell’ambiente, ostacolando l’azione dell’intruso e contribuendo a proteggere persone e beni nel momento più critico. Per l’installatore significa poter proporre una soluzione integrata nell’architettura Inim, in cui rilevazione, verifica e attuazione lavorano insieme secondo una strategia di sicurezza configurabile sulle esigenze dell’impianto.

Durante la prova con Michele, l’erogazione riempie in pochi secondi l’ufficio di nebbia e rende difficile distinguere oggetti, percorsi e punti di accesso. Non si tratta di fumo tossico. InFOG utilizza un liquido certificato food-grade, atossico e progettato per non lasciare residui, adatto anche ad ambienti sensibili. La riduzione della visibilità non interrompe però il controllo dell’evento. Nella situazione mostrata nel video di Molteni, la telecamera termica continua a fornire informazioni sulla presenza dell’installatore all’interno dell’ufficio. Mentre InFOG ostacola l’intrusione, il sistema mantiene quindi un elemento di verifica sull’area protetta attraverso la tecnologia termica e Michele riesce a salvarsi e a mettere in protezione tutti i suoi spazi e chiamare le forze dell’ordine. L’intervento delle forze dell’ordine può essere richiesto a seguito dell’attivazione dell’allarme oppure gestito attraverso un servizio di vigilanza, con cui i sistemi Inim possono essere integrati.

Finalmente il pulsante rosso

Nella seconda simulazione, Michele e il suo team, simula un ingresso non gradito diverso dal precedente. Per questo Michele ha chiesto espressamente al suo installatore una customizzazione del sistema di sicurezza ancora più elevata. Lui si trova all’interno del laboratorio e si accorge della presenza di persone intenzionate a entrare. Raggiunge la security room, chiude l’accesso e utilizza le telecamere per verificare i loro movimenti. Quando l’intrusione si concretizza e i ladri sono nella stanza, Michele preme il pulsante rosso! Il comando attiva lo scenario definito in anticipo dal suo Installatore: le tapparelle degli uffici si chiudono, il varco previsto dalla security room si apre e InFOG entra in funzione. Michele può così allontanarsi, mentre la nebbia azzera la visibilità e ostacola l’azione degli intrusi. InFOG, in questa scena, ci racconta e ci rappresenta la manifestazione più concreta della deterrenza attiva perché modifica direttamente le condizioni dell’ambiente. Le altre automazioni completano e rafforzano la risposta, proteggendo le diverse aree e favorendo l’allontanamento degli intrusi. La deterrenza assume così il valore di una strategia di sistema, costruita e coordinata prima che l’evento si verifichi.

La capacità di coordinare più tecnologie non entra in gioco soltanto durante un allarme. Le piattaforme di sicurezza Inim permettono a Molteni di gestire le principali funzioni del laboratorio attraverso Inim Home, l’app di sicurezza dedicata all’utente finale. Da un’unica interfaccia può controllare sicurezza e videosorveglianza, aprire da remoto i cancelli, i portoni, gestire fari e tapparelle. La funzione clima consente inoltre di programmare la temperatura in base ai giorni e agli orari di utilizzo o modificarla manualmente; il controllo remoto permette di preparare l’ambiente prima dell’arrivo. Anche le tapparelle già domotizzate con dispositivi di terze parti possono essere richiamate all’interno degli scenari configurati per il laboratorio.

Scegliere un sistema di sicurezza Inim significa per Michele affidarsi a un impianto certificato, performante e scalabile, progettato per adattarsi nel tempo alle sue esigenze di sicurezza.

Ma c’è un altro vantaggio importante da non sottovalutare per un utente finale: la libertà di scelta. Il sistema può essere collegato a una centrale di vigilanza, consentendo di scegliere il servizio più adatto alle proprie necessità, senza essere necessariamente vincolati a un unico operatore. Inoltre, dove previsto e nel rispetto delle procedure e dei requisiti applicabili, il sistema può essere predisposto per la segnalazione degli allarmi alle Forze dell’Ordine. Una sicurezza evoluta, quindi, non significa soltanto proteggere ciò che conta, ma poter scegliere come farlo oggi e come far evolvere il proprio impianto domani.

Scopri il video short di Michele Molteni

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Scopri come è iniziata l’evoluzione del suo sistema di sicurezza Inim.